D.H. Lawrence - 1912

Il peccatore

SIEGMUND – Ti sento così lontana.

ELENA – (Il tono addolorato di Siegmund la porta a stringersi a lui impetuosamente, con un piccolo grido selvaggio come se fosse ferita. Lo stringe a sé).

SIEGMUND – (La tiene stretta, in silenzio la calma, poi) Dove sei?

ELENA – A volte scappo.

SIEGMUND – Ci sono momenti in cui mi sembra d'impazzire di gioia, stando con te.

ELENA – Dimentica queste mie fughe, Siegmund, non sono vere. SIEGMUND - Riusciresti a vivere senza di me? ELENA – (Con rapida decisione, prendendo una piccola distanza e guardandolo negli occhi). Mi sento persa senza di te. (Si abbracciano).

BUIO.

ELENA – Che giorno è oggi?

SIEGMUND – Non lo so.

ELENA – Non avrei mai creduto che i nomi delle cose potessero perdere il loro significato. Il tempo prima trascorreva ordinato, era tutto sotto controllo.

SIEGMUND - Hai tolto l'etichetta dalle cose, e i confini cambiano.

ELENA – (Gli mette le braccia al collo, gli bacia gli occhi, guardano le stelle guancia a guancia).

SIEGMUND – Tu hai unito per me il cielo, le stelle, la luna e la terra.

ELENA - Scrivi una musica per noi?

SIEGMUND – Certo. (Si baciano) Hai un profumo così buono. Sai di noci e di semi di nocciole.

ELENA – (Teneramente, appena capace di controllare la voce) Sei così strano.

SIEGMUND – Lo credo! posso vedere le stelle muoversi nei tuoi capelli! Ferma, tu non puoi vederle. Sono come mosche dorate sul soffitto.

ELENA – Ho fatto bene a chiederti di venire?

SIEGMUND – (Guardandola) Penso che qualche angelo malizioso ci abbia portati qui di contrabbando.

ELENA – E sei contento?

SIEGMUND – Questi giorni mi danno il coraggio di andare all'inferno, o in qualsiasi altro posto.

ELENA – (Dispiaciuta) Perché all'inferno, Siegmund?

SIEGMUND – Credo che lì ci sia il mio futuro.

ELENA - (Lo guarda appassionatamente, poi si mette a piangere silenziosamente).

SIEGMUND – Smettila, dai: la nostra vacanza non è ancora finita.

ELENA – (Abbracciandolo) Non mi lascerai, vero, Siegmund?

SIEGMUND – Come potrei lasciarti? (Cala un silenzio profondo)

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