Provini: Senzazioni, Selezioni e Visioni

Carlo Furletti

C ed E stanno aspettando di essere provinati.

C – (alzando gli occhio al cielo) se uno fa un concorso deve affrontare delle difficoltà…….

E – (schernendosi e spostando la testa verso destra) Vorrei avere la tua sicurezza…

C - (allungando e tendendo le dita delle mani)…. Ma iddio maledetto, pensi che non siano anni di lavoro…. Amore del dettaglio… la mia schiena si piegava come un giunco…tremava come una vergine di fronte di fronte all’unicorno insanguato di eccitazione………

E – (in tono sarcastico, stringendo il mento e il naso intorno alle labbra strette) Beh …potrebbero anche eccitarsi certe vergini….. e comunque non sei il primo…. Altri mi hanno detto come fare, ma in quel momento che sento gridare mi sollevo da terra e mi perdo …..

C - Quelle si chiamano puttane non vergini…. Non provano più sorpresa…. Comunque si tratta di applicazione e non di dote naturale……

E - sarà, ma se uno non ce l’ha non può inventarsela…… credo che non ci riuscirò mai….come posso tanta certezza .. la verità è che qualcuno ce l’ha e chi ce l’ha se lo tiene.

C – (scuotendo lentamente la testa e piegando a destra le labbra) Come se i figli nascessero da soli e non volessero anche, nascere.

E – Già (infervorandosi) come poteva nascere--- non poteva che sbattere in un muro di superbia... la tua.

C - (serrando le labbra e avanzando il mento) o forse contro un muro di impotenza che gli toglieva le forze… la tua.

E – (traendo la borraccetta di wisky dalla tasca del cappotto) "...immonda creatura del mio destino….infinita catena con cui dio ha lavato i suoi peccati…..ti ho pregata di abbandonare nostro figlio alla passione e lasciarlo emergere dal ribollire delle onde e tu sempre hai voluto tenere accesa una candela nel temporale…… tu speciale … speciale … fino a non poter sollevare un piede… e cosi siamo condannati a piangere insieme ciò che insieme non avremo mai".

C – Peccato …. Peccato (con tono serafico e calmo, sorridendo di disprezzo) mio grande uomo che la tua passione non andasse oltre la rigidità di un pino in inverno - stramaledetto…… si è la mia impotenza che mi lega a te e da cui non può nascere niente.

E – (Raccogliendo una sciarpa sul muro) Ok me ne vado è inutile, mando tutto all’aria. Il nostro teatro non può competere con un figlio di cui avrei fatto una perfezione.

C – e allora la mia suonatrice di flauto dove l’hai messa? che ne hai fatto? in quale cristallo di ghiaccio l’hai congelata………..

E – è sulla soglia della porta rallenta ... guardando con la coda dell’occhio mentre fa scattare la serratura.

C – (Ripiegandosi e allungando un braccio) no ti prego… non uccidere l’unico fiore di cui siamo capaci….

E – e allora maledetto iddio…. Quando ti faccio segno in scena di poggiare il piede fallo….. vuol dire che hai una voce come una gallina……

C--- e tu si un pò più elegante……. Abbiamo solo questo nato d’un cane…. Oppure lasciamoci qui e non facciamo più nessun provino.

Dal fondo una voce maschile e decisa: “AVANTI I PROSSIMI”.

E – Che ne pensi … a me sembra buona.

C – Se il mio piede regge, si.

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