Un Tragitto

Di Liz Carmignani

Passeggiavo, assaporavo, come mai da tempo avevo più fatto, il pizzicore del freddo sul viso. Intorno la bruma di città.

La bruma di Milano ha quell’odore unico, umido e grigiastro. Passeggiavo e mi guardavo intorno stupita e rapita: Milano, la città: che fascino essere nelle città! N.Y, Berlino , Parigi o Vienna: le città di inverno, il brulicare della gente, il traffico, i bei palazzi del centro, l’immortalità dalle stampe d’epoca, la caducità tra i lampioni già accesi alle 4 del pomeriggio.

Passeggiavo e ammiravo, scrutando le arcate, le bifore, le facciate, il finire degli edifici a volte con decori tanto belli : bisogna alzare la testa, cioè sollevare lo sguardo! Toh la Colonna del Verziere e chi l’aveva mai notata? Eretta nel 1500 e rotti per celebrare la fine della peste a Milano: e se andassi a leggere, magari dal Manzoni? Però quanto era duro e faticoso vivere in quegli altri tempi, al freddo, i malati al Lazzaretto, all’Ospedale Maggiore, LA STATALE !

Io invece, noi invece, dentro e fuori dai negozi, su e giù dal tram, orologio e metrò puntuali più della vita …allora si moriva presto e per poco: qual’era il credo, il senso? Dio, la fede, la famiglia, il proprio paese come un destino, la legge degli uomini? Là delle luci: è aria di casa, le luci gialle sono abitazioni, quelle al neon uffici.

Qual è il segreto, e la verità? Si pensa a scappare quando non si ha nulla: ma è qui che sono nata, eccolo il Duomo e la Madonnina: non ce la fa a brillare, troppa nebbia lassù stasera. Gli affetti, qualcuno che ci aspetta a questa ora che è sempre stata per me l’ora dell’indicibile: ma chissà perché? Recarsi a casa alle 6 di sera, il crepuscolo a Milano è lungo come una notte…perché non tiro le somme? A cosa devo pensare per capire…bello però passeggiare .… la Loggia dei Mercanti, Palazzo Giureconsulti ( bisogna scomporre la parola): un vuoto e un pieno l’uno di fronte all’altra. Eccomi tra le banche di piazza Cordusio, intorno sferraglia tutto, dentro è quiete, come i bambini gioco con la Fisica: mentre cammino scorre il film, se mi fermo, si fermano i lampadari dentro le case, oltre le finestre, riprendo e appare la libreria, un angolo di sofà…il film di quella vita, di chi vive in quella casa…che siano poi questi i sogni?

Avanti ancora arrivo in via Boccaccia: chi adorna le finestre così bene in un bel palazzotto d’epoca che fa angolo, fa bella anche la strada: guarda un po’ che meraviglia! E che ci sarà mai dietro un drappo così? Eh già una tela, una grande tela occhio e croce del ‘600 ( lo sono quasi tutte quelle importanti alle pareti di lusso). Corso Vercelli un negozio di giocattoli antichi, o tipo antichi: in vetrina i pupazzetti di legno sulle molle, si muovono con i fili se premi da sotto la base…ora entro e chiedo! Macchè sono nuovi, il filo è di nylon, mica di cotone come una volta! E non si piegano su se stessi oppure di qua e di là con la testina: me li ricordo bene: un cagnino, pinocchio, l’oca…questi restano rigidi, lo dicono anche quelli del negozio.

Poi però mi porgono una bambolina di biscuit, immersa nel pizzo vero, le gote sfumate di ciliegia, i ricci sembrano i miei… Tutto cambia, e se l’eternità fosse rotonda? Ci sono voluti 1.400 anni per dirlo della Terra! Sono di nuovo sui miei passi, sto arrivando a casa: non è male con mobili di famiglia: non bisognerebbe attaccarsi alle cose…ma ad alcune però…

Ci sono dolori che proprio non passano mai, si attaccano al cuore, l’unica è distogliere il pensiero, e poi lo si sa è così per tutti: siamo forti e soli, vivi e stanchi, grati e arrabbiati , appassionati e indifferenti…. è sempre più freddo e buio , mi sembro una lucciola con la luce nella pancia …. Suona il telefono! Mi catapulta di qua e accelero il passo, non vedo l’ora di essere a casa. Cosa corrono tutti e ci sono pure le strisce! Meglio tirare fuori le chiavi, troppa poca gente in giro, dai che ci sono. …stavolta non mi freghi foglio e penna… posso tornare di là ancora qualche minuto ….è importante per poterti vivere … è importante che quando il cuore bussa, la mia città apra la porta.

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