Mi è Venuta Così

Liz Carmignani

Mi è Venuta Così - post incontro Alessandro Aleotti

Scompongo l’idea e migliaia di tasselli, insieme incollati per un puzzle complicato, inutile e di poco arredo, si sparpagliano nella mia mente orfani del modello originale con cui nel tempo si sono trovati a formare per l’appunto l’idea, e giacciono inerti sul tavolo immaginario in attesa di una nuova composizione , aspettano di riunirsi in una ennesima ripetitiva forma didascalica e pedante.

Scompongo la percezione e migliaia di macchie di colore come sulla tavolozza del pittore, invadono lo spazio immaginario di un quadro tutto da inventare, definire, colorare.
Di qua lo sforzo, la concentrazione, l’inventario sistematico di cause ed effetti, un tempo lineare, un ciclo fasico da pianificare bene, obiettivi e mezzi definiti e circostanziati, liste di dati, elementi, situazioni , correttivi, soluzioni, ipotesi, sperimenti, successi e fallimenti da non tralasciare di verificare, valutare, soppesare.
Di là l’inventiva, la casualità, la dispersione e il raccordo di eventi, ricordi, collegamenti e sfilacciamenti che tanto in un tempo circolare prima o poi ricapitano, semmai in altre modulazioni, energia e abbattimento senza rivendicazioni, stati d’animo allo stato gassoso nella imprevedibilità, nella fortuna e nella sventura noncuranti se non ignare dei meccanismi dell’intenzione.

Milano da vivere e Milano da evocare: non sono in contrapposizione, possiamo tentare di scavare nel limbo di quegli attimi precedenti il risveglio, e ancora appartenenti all’assopimento, e forse trovare la chiave di volta.

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