"DUE 8 MARZO", UNA PERFORMANCE DA NON PERDERE: REPLICA IL 4 e 5 APRILE

Protagonista è la donna, i cambiamenti generati dall’universo femminile in quarant’anni di storia. Primo quadro: 8 marzo 1936. In seguito alla morte del marito, Bernarda Alba impone un lutto rigoroso alle sue figlie, impedendo loro di uscire dalle mura domestiche per otto anni, e di intrattenere rapporti con il sesso opposto. 

La casa diventa un bunker nel quale i sentimenti vengono nascosti e la sessualità repressa. Le relazioni tra madre e figlie, e tra le sorelle stesse, sono dominate dal sospetto e dalla paura.

Quarant'anni dopo: secondo quadro, 8 marzo 1976.
Le stesse donne in un gruppo che condivide le proprie esperienze relazionali con l’uomo. 
Il tema della serata è il piacere del corpo e la sessualità. Si confrontano sulla scoperta della propria intimità e sui reciproci bisogni e desideri legati alla sfera sessuale. Mettono in discussione il ruolo imposto alla donna dalla società, e la subordinazione al piacere sessuale maschile che per atavica educazione le donne devono avere. Il clima tra loro è intimo, le relazioni basate sulla fiducia.               Un quadro finale ci porta avanti, passano altri quarant'anni, arriviamo ad oggi.

Due 8 marzo: da un opposto all’altro. C’è ancora qualcosa che fatica a cambiare. 
Per uscire da questa crisi del ruolo - femminile e maschile - ci sono ancora un po' di cose da fare.

Liberamente tratto da “La casa di Bernarda Alba” di Garcia Lorca 
e da “I monologhi della vagina” di Eve Esler.

Interpretato da:
Margherita Consalez - Cinzia Damassa - Paola Duranti - Cristina Floris 
Silvia Mosconi - Marta Pozzoli - Carmen Simeone.

Percorso di drammaturgia e regia: Roberto Cajafa

Additional information