La Casa di Bernarda Alba

Di Garcia Lorca

Laboratorio teatrale
con progetto di messa in scena

Considerata come il capolavoro di García Lorca e  la più importante opera del teatro spagnolo contemporaneo, "La casa di Bernarda Alba", un testo straordinario per la sua poetica e la sua spietatezza, venne concluso a Madrid nel giugno 1936, circa due mesi prima della sua morte.

Lo scoppio della guerra civile ne impedì la rappresentazione, prevista inizialmente per l'autunno dello stesso anno, che fu rinviata al 1945 quando venne portata in scena al Teatro Avenida di Buenos Aires.

Madre di cinque figlie, terrorizzata dalle voci pettegole che girano in paese, autoritaria e spietata come un carceriere, Bernarda chiude in casa la proprie figlie, imponendo loro un lutto lungo otto anni e impedendo qualsiasi contatto con l'esterno.

Ma nel momento in cui un uomo, Pepe el Romano, diverrà il promesso sposo di Angustias, le altre quattro sorelle si lasceranno divorare dall'invidia e dallo spasimo per la libertà negata.

Bernarda, donna implacabile, incapace di ammettere i propri errori, portavoce di una cultura rigida e arcaica, è la causa prima dei malanni che investono la sua famiglia.

Attorno a lei le cinque figlie, attraverso le quali viene delineato il tema della libertà che si oppone disperatamente a un'autorità indiscutibile e tirannica.

In primo piano emerge la complessità della relazione madre/figlia, grazie ai toni e ai contrasti vissuti da Angustias, Maddalena, Amelia, Martirio e Adele, le figlie di Bernarda:
personaggi femminili tratti con maestria, in una composizione drammaturgica impeccabile.

Definito dallo stesso autore come "documentario fotografico", il dramma sviluppa, con un andamento sobrio e serrato di straordinaria carica espressiva, i significati e le suggestioni universali che affondano le radici nelle paure dell'essere umano.

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