10 e 11 novembre: in scena il Tingeltangel di Karl Valentin

I TINGELTANGEL erano mitici locali fumosi tedeschi ingombri di sedie e tavolini dove si facevano spettacoli comici di teatro – cabaret. Lì Valentin, negli anni ’20, si esibiva di fronte al suo pubblico: tra i suoi fan c’erano Bertold Brecht ed Hermann Hesse. TINGELTANGEL è diventato anche il nome dato alla raccolta di sketch, monologhi, dialoghi e atti unici tratti dal repertorio scritto da Valentin.“Tra Dada e Surrealismo, in un clima tedesco degli anni ’20, la scena...

... darà vita all’indole capricciosa dei personaggi che Valentin ritrae con quell’aria distratta che piace tanto a Bertold Brecht.I suoi ininterrotti monologhi, i suoi esilaranti discorsi a vanvera, i suoi sketch, sono un catalogo di esperimenti falliti, di azioni con fratture insanabili, di riti che si sfasciano”.
E’ la verità biologica di questo umorismo che lo rende così inquietante: permeata dalla miseria dell’essere umano, l’allegria appare come una tristezza degenerata; il suo umorismo è una miracolosa mescolanza di povertà e di profondità di spirito. Fra tanto ordinato scompiglio, non c’è nulla di più assennato che perdere il senno. In Italia poco conosciuto, se non da qualche addetto ai lavori,Karl Valentin è un genio dimenticato. Questo spettacolo è dedicato alla sua memoria.  

KARL VALENTIN E’ stato un attore/autore teatrale che ha avuto una influenza significativa sulla cultura tedesca al tempo della Repubblica di Weimar. Esponente di spicco del cabaret tedesco, fu attore comico di innovazione, tanto da divenire in breve tempo un punto di riferimento per artisti che da lui presero spunto, come il drammaturgo e teorico del teatro tedesco Bertold Brecht. Scrisse numerosi sketch comici. Leggendaria la sua cooperazione con Liesl Karlstad, cabarettista di Monaco. Lo humour talvolta dadista di Karl Valentin è strettamente legato alla lingua e alla mentalità bavarese monacense. Il suo cognome si pronuncia alla bavarese "Falentin". La sua morte avvenne in circostanze analoghe a quelle di Eleonora Duse: rimasto chiuso fuori da un teatro, venne ucciso dalle complicazioni per il freddo patito durante la notte.                                                                                                                           NOTA DI REGIA: Durante le prove c’erano alcune scene del TINGELTANGEL che non prendevano vita, si sentiva che mancava qualcosa. La causa era sicuramente data dalle traduzioni, visrto che i testi di Valentin erano scritti nel dialetto della sua città, Monaco. Quindi si passava linguisticamente dal baverese al tedesco e poi dal tedesco all’italiano. Abbiamo quindi individuato quale dialetti avrebbero potuto rappresentare i diversi caratteri. Ne è nato un panorama di personaggi del Nord, del centro, del Sud,che avevano tutti l'aria di essere nostri emigrati nella Germania di quegli anni. Questo ha dato un nuovo senso all spettacolo che, con l'uso dei dialetti, ha trovato quel ritmo e quelle sfumature che ci hanno fatto sentire intimamente legati allo spirito di Valentin. 

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